Gli amici..

Comune Macugnaga





Tutto è bene quel che finisce bene PDF Stampa E-mail
Domenica a Macugnaga era il 14 Giugno....un avventura di Aldo Fontana
Data l’età e  un ictus subito un paio d’anni fa , il fatto che ogni giorno ingurgito 11 tra capsule e pastiglie in seguito al suddetto attacco , che già portarsele addosso sarebbe un peso e che, soprattutto, 5 di queste hanno i cosiddetti “effetti indesiderati” sul sistema muscolare e sulle articolazioni e così che sono rimasto impastato sul ritorno, evidentemente già provato com'ero dalla salita dell'Alpe Bill.
Infatti, arrivati alla funivia e dopo aver mangiato qualcosa ( per mia tradizione giganteschi datteri, albicocche secche ed ananas disidratato) mentre gli amici si facevano ricchi panini debordanti di salumi e formaggi e bevendo vino al confronto della mia nobile acqua fresca, sulla via del ritorno la curva dell’affaticamento ad un certo momento è salita in verticale....
Le gambe non c’erano più o meglio mi accorgevo che c’erano solo perché tremavano incredispaventosamente mentre  il cervello c’era ancora ma gli era stato limitato (tolto) il potere di comando.
Ne ho approfittato per stringermi a due volonterose amiche (bè) che mi hanno per un pezzo in qualche modo sorretto, ma 1,80 per 87 Kg....forse orse non era il caso di continuare.
E allora uno cosa fa? Ma certo chiama il Soccorso Alpino vergognandosene per così poco, anche ricordandosi dei propri trascorsi più o meno “gloriosi”, e aspetta…………….poco.
Perché l’intervento è pressoché immediato: infatti arriva per primo il buon Marone di corsa  e strasudato, per trovare un tizio lucido (quasi...pronuncia frasi coerenti) ed in buona salute (quasi...il cuore batte ancora) ma praticamente “senza gambe”.
Assieme ad un compagno giunto nel frattempo se lo caricano praticamente sulle spalle e lo trascinano, è il caso di dire, a valle.
I due soccorritori , a parte il loro pronto intervento e la loro professionalità nell’accertare per prima cosa le condizioni del meschino, sono stati di una compagnia e cortesia tale che mi riesce difficile riportare. Infatti mi ricordo di aver detto loro che se lo avessi saputo li avrei chiamati prima.
Giunti sull’asfalto mi hanno lasciato camminare da solo, per una questione d’onore…………..perbacco.
Tutto è bene quel che finisce bene. Qui è finita ancora meglio, al bar, dove ci siamo fatti tutti una birra, me compreso che secondo i miei amici avrei dovuto bermi una camomilla o un tè caldo, ma perché?
Accompagnato pure dalla Guardia di Finanza, non come evasore (!) ma come persona bisognosa di aiuto, persino dal sentiero alla piazza su di una Land Rover (che non credevo ce l’avrebbe fatta !)
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Evviva,sono a casa. Ho la stessa impressione che vantano in televisione le crociere, due giorni di “crociera” a Macugnaga, nonostante tutto, sono a casa e mi vien da piangere di nostalgia.

O forse non “nonostante tutto” ma forse proprio per quello,e perché ho conosciuto con estremo piacere, persone di una simpatia estrema.

Grazie.
Aldo Fontana
 
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